A cura di Architetto Andrea Bagnoli, Varese

(Premessa: sono in questo momento conscio del fatto che altri tecnici potranno considerare alcune semplificazioni come banalizzazioni eccessive, ma questo articolo è scritto per persone che non hanno competenze tecniche accademiche, credo quindi che sia necessario cercare di essere il più semplice possibile utilizzando vocaboli appartenenti al parlare comune)

  • Cosa è il comportamento energetico dei fabbricati
  • Tipologie di intervento
  • La struttura dell’edificio: l’organismo edilizio
  • Agevolazioni e bonus
  • Posso cumulare diverse agevolazioni, cosa succede se ne frattempo vendo?
  • Vita utile del sistema e costo ambientale
  • Architettura del buonsenso: bioarchitettura
  • Miglioramento del comportamento dell’involucro
  • Correzione dei ponti termici
  • Miglioramento degli impianti per la produzione di energia
  • Utilizzo di fonti alternative rinnovabili
  • Centrali energetiche in comune più efficienti di quelle singole
  • Le principali unità di misura della fisica-tecnica e qualche numero per capire l’ordine di grandezza
  • Classificazione energetica degli edifici

Cosa è il comportamento energetico dei fabbricati

Da sempre la prima cosa per risparmiare è ridurre i consumi!!!

Ma iniziamo da cosa è il comportamento energetico dei fabbricati. Per essere il più semplici possibile, il comportamento energetico dei fabbricati è la quantificazione del consumo di energia che viene impiegata per stare al caldo in inverno e al fresco in estate nei nostri edifici, che siano abitazioni o luoghi di lavoro. Poco o tanto che sia, per modificare le condizioni climatiche ambientali è necessario spendere energia per trasformarla in calore o fresco.

In passato abbiamo sempre pensato che per stare al caldo fosse sufficiente alzare la manetta della caldaia: i combustibili costavano poco, le caldaie erano spesso molto più grandi del necessario, le nostre aspettative di comfort erano molto minori e la nostra capacità di adattamento maggiore, Era semplice, poco costoso e si pensava che il sistema sarebbe andato bene per sempre.

Raffrescare è una esigenza molto più recente e ancora non è pienamente compreso dall’opinione comune che spesso si spende più energia per raffrescare che per scaldare.

Dalla scoperta del fuoco in poi, in particolare per il riscaldamento abbiamo in massima parte impiegato legno o combustibili fossili. Negli ultimi anni (decenni in verità) stiamo comprendendo che le fonti di energia sono spesso molto costose, molto inquinanti e finite.

Migliorare il comportamento energetico significa applicare dei provvedimenti per risparmiare energia cercando di stare ugualmente bene. Risparmiare sta diventando una esigenza primaria tanto da un punto di vista economico, tanto da quello ambientale, gli effetti dei cambiamenti climatici sono infatti sotto gli occhi di tutti.

Per farlo ci sono diverse strade:

  • utilizzare sistemi più efficienti;
  • ridurre le nostre aspettative;
  • migliorare il modo di conservare il calore all’interno o proteggersi dal caldo esterno;
  • utilizzare nuove fonti di energia, non finite e non inquinanti;
  • comprendere meglio i principi della fisica;
  • applicare sistemi bioclimatici o passivi;
  • sviluppare nuove tecnologie.

Queste strade potrebbero essere attuate in modo combinato tra loro.

Lo stato e le regioni hanno da tempo introdotto una serie di norme che tendono ad obbligare chi esegue interventi edilizi a farlo riducendo i consumi (Le prime e ancora oggi basilari sono la L. 373/1976 e L. 10/1991). Queste norme da molti sono viste come un vincolo o addirittura una limitazione delle proprie libertà. Non è questo lo spirito di queste norme, che al contrario hanno alla base una giusta idea di vantaggio comune a partire dal comportamento del singolo e a favore prima di tutto del singolo. Sta nel contempo crescendo la consapevolezza che per tutti gli utenti, nel medio lungo periodo, il miglioramento del comportamento energetico dei fabbricati è un risparmio o meglio un guadagno economico, ma l’investimento iniziale per ottenerlo può essere un ostacolo o un disincentivo.

La strada per ottenere realmente una riduzione dei consumi e i guadagni che ne seguono è quella di combinare più azioni in modo tra loro omogeneo e coerente.

Per questo motivo, da tempo, a ridurre gli effetti economici di questi interventi, contribuisce anche lo stato con una serie di norme che prevedono incentivi o facilitazioni.

Tipologie di intervento

In termini generali la normativa tende ad indirizzare gli interventi verso processi radicali che, partendo da situazioni di fatto di scarsa qualità portino, in un solo passo, al raggiungimento di prestazioni energetiche ottimali ed evolute, sono però possibili interventi anche parziali o graduali.

Molto spesso dobbiamo farci i conti in tasca, quindi è necessario sapere che i miglioramenti si possono, in alcuni casi, realizzare per stadi ponendosi obiettivi parziali in grado di dare risultati sensibili mano mano che vengono perseguiti.

Sovente, per ottenere questi miglioramenti, è anche possibile fruire degli incentivi che lo stato mette a disposizione dei cittadini con una serie di norme che prevedono agevolazioni.

Lo stato e le regioni hanno infatti capito l’utilità della riduzione dei consumi energetici e del recupero del patrimonio esistente e hanno compreso che, per rendere più attrattivi questi processi rispetto alla costruzione del nuovo, è necessario aiutare chi intraprende queste attività.

Gli interventi di efficientamento energetico degli edifici possono essere divisi per gradi e, in base alla categoria cui appartengono, è necessario prevedere un certo livello minimo di opere e di prestazioni da raggiungere. Questo livello minimo è vincolante, pertanto è molto importante valutare con attenzione quale sia il grado di intervento. (Un consiglio – in questo come in tutti gli altri campi di lavoro che richiedono competenze approfondite – NON FATE DA SOLI.)

Gli interventi di efficientamento si inseriscono nella più generale categoria degli interventi sull’esistente, normati a livello nazionale e regionale, già descritti in una mia precedente trattazione.

Il primo grado, il meno oneroso ed incisivo, è quello della “riqualificazione energetica”.

Appartengono a questa categoria:

  • le opere di riqualificazione energetiche dell’involucro, quando le opere sono realizzate su una quota inferiore al 25%  della superficie disperdente complessiva;
  • le opere di nuova installazione di impianto in un edificio esistente e non modificato;
  • le opere di ristrutturazione dell’impianto senza modifiche all’involucro del fabbricato;
  • gli interventi di sostituzione del generatore senza modifiche dell’involucro del fabbricato.

In questo caso solo gli elementi oggetto di intervento devono garantire il rispetto delle normative vigenti caso per caso.

Il secondo grado è quello della “ristrutturazione importante”.

E’ diviso in due livelli:

-del primo fanno parte gli interventi che interessano l’involucro edilizio per più del 50% della superficie disperdente complessiva o gli interventi di ristrutturazione complessiva dell’impianto.

In questo caso i requisiti di prestazione energetica si applicano all’intero edificio.

-del secondo fanno parte gli interventi che interessano l’involucro edilizio per più del 25% della superficie disperdente complessiva o gli interventi di aggiornamento parziale dell’impianto.

In questo caso i requisiti di prestazione energetica si applicano alle porzioni dell’edificio oggetto di intervento.

Il terzo grado, quello più oneroso, è quello equivalente agli interventi di nuova costruzione. In questo caso, tenuto conto anche delle diverse leggi regionali, è necessario prevedere impianti di riscaldamento e raffrescamento con consumi quasi nulli, utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di almeno metà dell’energia impiegata e coibentazione degli involucri edilizi ad altissima efficienza.

Rientrano in questa categoria gli interventi di:

  • demolizione e ricostruzione;
  • ampliamento di edifici esistenti con nuovo impianto, quando il nuovo volume lordo climatizzato è superiore al 15% del volume lordo climatizzato esistente o quando è superiore ai 500 mc;
  • ampliamento di edifici esistenti con estensione dell’impianto, quando il nuovo volume lordo climatizzato è superiore al 15% del volume lordo climatizzato esistente o quando è superiore ai 500 mc.

Nota: l’applicazione delle agevolazioni deve essere verificata in funzione delle diverse normative regionali, infatti, in alcuni casi, questi incentivi non si possono applicare per quegli interventi per cui un certo livello minimo (a volte per nulla basso) di prestazioni è condizione obbligatoria pena la non fattibilità dell’intervento stesso.

La struttura dell’edificio: l’organismo edilizio

Per meglio comprendere quale potrebbe essere un modo vantaggioso di applicare questi interventi è necessario mettere a fuoco alcuni principi costruttivi generali. Le nostre case (i nostri edifici in genere) funzionano come un organismo, ecco perché spesso vengono definiti organismi edilizi.

C’è uno scheletro: la struttura portante, una pelle: le pareti perimetrali o involucro edilizio (muri, serramenti, tetto,…), un cuore: gli impianti e vene e muscoli ovvero le reti tecniche.
Perché l’insieme funzioni (cioè sia piacevole starci dentro) tutte le parti devono operare in modo “armonioso” tra loro, infatti il funzionamento dell’organismo edilizio è dato dall’interazione di tutte le parti che lo compongono. E’ molto spesso possibile trovare una condizione accettabile anche quando alcune parti non funzionano al meglio, ma sarebbe auspicabile il funzionamento corretto di ogni parte. Esempio: se ho un fabbricato con muri molto sottili che non trattengono il calore, per scaldare avrò bisogno di molta più energia, magari, pompando a manetta, riesco a raggiungere la temperatura che mi piace, ma molto probabilmente spenderò un patrimonio in riscaldamento; migliorando le prestazioni dell’involucro starei meglio con minori spese. Questo vale come regola generale, se però la situazione di partenza della mia casa presenta un impianto di riscaldamento mal funzionante o obsoleto e ho una disponibilità economica che mi impone di dover scegliere quale intervento eseguire per primo: sostituzione della caldaia o miglioramento delle coibentazioni è evidente che il primo passo sarà di montare la caldaia migliore possibile, in un secondo tempo si penserà alle coibentazioni. In questo modo potrei comune giovarmi subito degli incentivi sulla installazione di una nuova caldaia a basso consumo (che in ogni caso sarà più efficiente di una obsoleta), se e quando poi avrò la possibilità di migliorare le prestazioni dell’involucro edilizio valuterò. Così facendo otterrò comunque un vantaggio economico dalla riduzione dei consumi e potrò valutare la possibilità di avere altre agevolazioni. 

L’organismo edilizio funziona tanto meglio quanto più coerenti tra loro sono le parti che lo compongono in funzione delle prestazioni di progetto che sono state stabilite.

In linea di principio è preferibile (quanto meno in termini di comfort e insorgenza di difetti negli elementi dell’involucro) avere un comportamento omogeneo tra le varie parti che lo compongono, piuttosto che avere porzioni con prestazioni eccezionali ed elementi con prestazioni cattive. Se è possibile, meglio il meglio, ma, quando non lo è, è preferibile un livello medio per tutti gli elementi. I difetti sono molto maggiori e molto più evidenti quando c’è un singolo elemento molto peggiore del resto. Anche in questo caso faccio un paio di esempi: se ho dei muri supercoibentati, ma i serramenti sono di cattiva qualità o posati in modo non corretto, tutti i problemi legati alla formazione di condensa si concentreranno nel punto di contatto tra muro e serramento, che in breve mostrerà i segni del problema. Se i muri avranno prestazioni buone (ma non eccelse) quanto i serramenti e gli elementi di giunzione tra gli uni e gli altri avranno anche qualche piccolo difetto, questi difetti saranno più distribuiti e meno evidenti.

Qualche piccolo spiffero diffuso (purché non sia una corrente d’aria nociva) in una casa costruita con murature tradizionali e serramenti in legno non è poi un grande problema, quanto meno in termini di salubrità e comfort, certo si dovrebbe ambire al meglio, ma meglio così che in un fabbricato supercoibentato con muffe concentrate in qualche punto per la presenza di “ponti termici” trascurati. (Tema, quello dei “ponti termici” molto importante che sarà oggetto di una trattazione più attenta in seguito).

Per questa ragione prima di intraprendere un intervento su un fabbricato esistente è opportuno valutare con un tecnico qualificato il funzionamento del sistema dopo che saranno state operate le modifiche, e optare per modifiche che ne migliorino il comportamento complessivo piuttosto che quello di singoli elementi.

Se a livello di sommatoria algebrica i valori potrebbero sembrare simili, in effetti non sarebbe così, la presenza di difetti puntuali su strutture parzialmente eccellenti evidenzia in modo esponenziale questi difetti. Tutti vorremmo una supercar, ma una auto utilitaria, nel suo complesso, svolge il suo servizio in modo “onesto” senza eccessi e ti porta quasi ovunque. Ancor più, se su una auto utilitaria pretendo di mettere gli pneumatici di una supercar ottengo solo il risultato di aumentare i consumi e renderla più impegnativa da guidare.

Tutto ciò per dire che è necessario effettuare gli interventi con raziocinio e con coscienza del risultato che si vuole perseguire (ancora una volta ecco a cosa serve una persona competente), nello stesso modo è bene ed è possibile usufruire degli incentivi in modo proficuo a media lunga scadenza.

Agevolazioni e bonus

Come dicevo, in molti casi, è possibile fruire di incentivi e bonus che lo stato mette a disposizione dei cittadini con una serie di norme che prevedono agevolazioni (aggiornate con la Legge di Bilancio 2020).

Vediamo allora quali sono questi incentivi in rapporto agli interventi possibili (rimando a altro articolo per la definizione puntuale degli interventi edilizi):

  • eco-bonus
  • ristrutturazione
  • rifacimento facciate
  • sisma-bonus
  • bonus mobili
  • bonus verde

Questi incentivi agiscono attraverso un sistema di sgravio fiscale da attuare in un determinato lasso di anni (5 o 10 anni), durante il quale è possibile riavere dallo Stato, sotto forma di detrazione fiscale, una parte delle spese sostenute compresa tra il 50 e il 90 %. Queste spese devono essere effettuate con una apposita tipologia di bonifico.

Vi è poi un ulteriore sistema, introdotto per la prima volta nel 2013, che permette a chi non ha capienza fiscale (capacità di assorbire detrazioni fiscali) o a chi non ha la possibilità di usufruire degli sgravi in modo diretto nell’arco di tempo stabilito di usufruire indirettamente degli stessi benefici. Questo sistema si chiama “cessione del credito” e agisce attraverso il fornitore della prestazione che da diritto alla agevolazione o un ente finanziario il quale si sostituisce al committente nello sfruttamento nel tempo dello sgravio fiscale anticipando al committente stesso una somma proporzionale in forma di agevolazione immediata. In modo analogo alla “cessione del credito” vi è, per opere eseguite su parti comuni dei condomini di importo superiore a 200.000,00 euro, la possibilità di usufruire del cosiddetto “sconto in fattura” che consiste nella applicazione di uno sconto sulla prestazione fornita proporzionale alle agevolazioni fiscali di cui ha diritto il committente dell’intervento che saranno in seguito sfruttate dalla stessa azienda esecutrice.

Tornando al tema principale di questo articolo: risparmiare soldi migliorando il comportamento energetico del proprio edificio, vediamo allora quali tra questi incentivi sono applicabili.

Il più direttamente pertinente è il cosiddetto “eco-bonus” che agisce su tutti gli interventi finalizzati al miglioramento energetico del fabbricato.

Si applica per gli interventi che comportano un risparmio energetico (da dimostrare e valutare con appositi programmi) nella gestione del fabbricato. Vale quindi per interventi di miglioramento dell’involucro (cappotto, coibentazioni interne, sostituzione serramenti, interventi per la riduzione di ponti termici, applicazione di sistemi bioclimatici o passivi, …) e per gli interventi finalizzato all’impiego di impianti più efficienti (caldaie a condensazione, pompe di calore, sistemi elettrici ad alta efficienza, sistemi di produzione ed immagazzinamento integrati, impiego di fonti rinnovabili, geotermia, …). Dà diritto ad una detrazione del 65% per una spesa massima fino a 100.000 € da suddividere in 10 anni. Le opere eseguite con le specifiche prestazioni devono essere comunicate con apposita procedura ad un ente di controllo che è ENEA.

Il secondo tipo di agevolazioni è quello relativo alla cosiddetta “ristrutturazione” (rimando a relativo articolo per una trattazione più completa) che agisce per tutti gli interventi eseguiti su un edificio esistente dalla manutenzione straordinaria in su. In questo caso la detrazione è del 50% per una spesa massima fino a 96.000 € da suddividere in 10 anni. In questa categorie potrebbero essere ricompresi anche interventi che potrebbero portare al miglioramento del comportamento energetico del fabbricato (ad esempio il rifacimento della copertura in cui ci sono elementi strutturali come le travature ed elementi di coibentazione come le stratificazioni di pannelli isolanti e guaine). In questo caso è possibile distinguere le diverse categorie, tutte quelle opere che possono avere effetti anche sul comportamento energetico del fabbricato devono essere comunicate ad ENEA.

Il terzo tipo di agevolazioni è quello relativo al rifacimento delle facciate esterne degli edifici. Rientrano in questo gruppo le operazioni di pulitura o ritinteggiatura, interventi strutturali su balconi e cornicioni, ripristino di marmi e fregi. Possono usufruire della detrazione gli interventi effettuati sulla porzioni visibili degli stabili collocati, dal punto di vista urbanistico in zone A (centri storici) e zone B (zone edificate consolidate). Dà diritto ad una detrazione del 90% senza un massimo di spesa da suddividere in 10 anni. Rientrano in questa agevolazione gli interventi influenti dal punto di vista termico che interessino oltre il 10 % della superficie disperdente complessiva dell’edifico in quanto tenuti al rispetto dei requisiti minimi previsti dal DM 26 giugno 2015 e dal DM 11 marzo 2008, per farla facile i rivestimenti esterni di facciata coibentanti (cappotti) eseguiti su quote di facciata superiori al 10% della superficie. Per ora questa agevolazione avrà validità solo per gli interventi fatturati e pagati nel 2020.

Le altre agevolazioni citate non hanno effetto dal punto di vista della riduzione dei consumi energetici dei fabbricati.

Posso cumulare diverse agevolazioni? Che cosa succede se ne frattempo vendo?

Il principio generale è che le agevolazioni sono collegate al fabbricato, non alle presone che ne fruiscono, è per questo motivo che la platea delle persone che, a diverso titolo, posso usufruire delle agevolazioni è molto estesa e non limitata ai soli proprietari.

L’altro principio basilare è che per la stessa spesa può essere attivato solo una unica agevolazione, questa può liberamente essere quella legittimamente più vantaggiosa per il richiedente.

Tutte le agevolazioni in essere hanno limiti massimi di spesa, con unica eccezione per il bonus facciate.

Questi limiti sono di due tipi: importo massimo di spesa (come nel caso del bonus ristrutturazione) o limite massimo di detrazione (come nel caso dei bonus sui risparmi energetici).

In generale è possibile sommare agevolazioni riconducibili a diverse fattispecie riferite al medesimo edificio e al medesimo soggetto contribuente a condizione che non si applichino più agevolazioni per la stessa spesa. Le diverse agevolazioni dovranno essere calcolate in riferimento alla diversa categoria di intervento nel limite massimo previsto per ogni soggetto per ogni contributo.

Il principale limite alla loro cumulabilità sta nella “capienza fiscale” di ogni contribuente. Più questa è elevata, maggiore sarà il vantaggio di cui sarà possibile godere.

In caso di vendita di un edifico prima che sia scaduto il temine per il recupero della somma agevolata la somma mancante sarà ceduta con il trasferimento del fabbricato al nuovo proprietario.

Sarà possibile mantenere il beneficio in capo al venditore solo previo accordo tra le parti che dovrà essere indicato nell’atto di compravendita e comunicato alle agenzie competenti.

Vita utile del sistema e costo ambientale

Un intervento di miglioramento del comportamento energetico del fabbricato è sempre positivo ed auspicabile a prescindere dagli incentivi, in ogni caso, a lungo andare, avrò risparmiato denaro e inquinato meno. Il fine degli interventi di miglioramento del comportamento energetico dei fabbricati è quello di avere maggior comfort a minor costo nel periodo di vita utile del sistema, in particolare per quanto riguarda gli impianti. Questo è secondo me il fattore di maggior importanza e non è detto che sia un parametro assoluto.

Vita utile del sistema è quel lasso di tempo che intercorre tra la messa in funzione dello stesso e il momento in cui gli interventi di manutenzione diventano così onerosi o tecnicamente impegnativi da causare la fine dell’utilizzo del sistema stesso o il suo rifacimento. E’ questo il periodo di tempo in cui al massimo l’investimento deve essere ammortizzato, anzi se il pareggio si ottiene solo alla fine della vita utile non c’è nessun vantaggio economico con altri sistemi assunti come parametro di confronto. Il periodo di vita utile del sistema è influenzato anche da parametri non oggettivi, come per esempio le preferenze degli utenti o la durata del periodo di impiego del sistema, che potrebbe essere inferiore alla vita utile teorica.

Le norme, che in termini generali sono molto valide, impongono però dati assoluti prevedendo l’obbligo di fornire la miglior prestazione possibile immediatamente.

Come detto prima, è necessario tener in conto le potenzialità economiche di ogni singolo utente (persona) e non è da trascurare nemmeno la valutazione del costo ambientale correlato ad ogni scelta. (Questo costo in generale si misura in CO2 equivalente, ovvero quanta CO2 è necessaria per l’intero processo di produzione di un certo oggetto, ad iniziare dal reperimento e trasporto delle materie prime per realizzarlo.) Mi spiego con un esempio: è possibile impiegare diverse fonti di energia rinnovabili, prendiamone due per semplicità: il sole e il calore della terra (geotermia). Non è, però, per nulla detto che le due fonti possano essere utilizzate con lo stesso vantaggio in ogni luogo. Ogni fonte energetica ha vantaggi e svantaggi intrinseci. Se ho una condizione geotermica favorevole in prossimità del mio fabbricato posso realizzare l’intervento con scavi e perforazioni contenute ed otterrò un sistema molto costante nel tempo e poco influenzato dalle condizioni ambientali, ma se per avere un sistema funzionante devo fare scavi e perforazioni enormi, quanto tempo impiego a bilanciare la produzione di CO2 e i costi causati dai mezzi meccanici impiegati negli scavi o nei materiali impiegati?.

Altro caso potrebbe essere quello in cui non ho una condizione geotermica adeguata, ma mi trovo in condizioni di soleggiamento favorevole e posso ottimizzare il sistema con una estensione di pannelli non eccessiva, in questo caso avrò un sistema efficace, ma dovrò tener conto che la produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici non è costante nel tempo e che l’energia elettrica è difficilmente immagazzinabile, in particolar modo in piccola scala, se, però, avessi condizioni di soleggiamento scarse, per avere le prestazioni minime dovrei coprire estensioni molto ampie. In questo caso siamo sicuri che gli effetti collaterali generati dalla creazione di grandi superfici specchiate siano bilanciati?

Credo che sia necessario valutare sempre più sistemi e magari pensare ad integrazioni sinergiche.

Architettura del buonsenso: bioarchitettura

Abbiamo generalmente una certa attrazione rispetto ai paroloni e alle espressioni che fanno marketing o moda. Proviamo a capire cosa significa architettura bioclimatica o architettura ecosostenibile o bioedilizia e cerchiamo di comprendere i principi di queste correnti di pensiero che possono essere utili nel rendere più sostenibili ed economiche le nostre case.

Inizio da un termine che è stato tanto di moda negli ultimi anni, ma forse non è stato capito a fondo o è stato inteso in modo superficiale: bioarchitettura. Definirei bioarchitettura come quella branca del costruire che utilizza nell’edificazione solo materiali che non provengono da processi di sintesi chimica, in particolare di prodotti provenienti dalla filiera del petrolio.

Bioarchitettura non è pertanto un modo, di per se, di ridurre i consumi energetici. E’ un modo per ridurre gli inquinanti chimici nei nostri edifici e in atmosfera. E’ il risultato di un lungo processo di affinamento delle nostre conoscenze iniziato quando si sono iniziati a comprendere gli effetti della presenza di molte fonti di inquinamento fisico e chimico nei nostri edifici. La presenza di questi inquinanti è stata anche definita “sick building sindrome” e comprende elementi volatili, come i gas, elementi chimici, come particelle inquinanti, polveri sottili o altro ancora e fenomeni fisici come i campi magnetici.

La bioarchitettura sana (non quella estremista e “talebana”) si prefigge di avere una maggiore vivibilità dei nostri ambienti attraverso la riduzione la presenza di questi elementi nei nostri fabbricati.

Gli elementi tipici di questa impostazione sono l’impiego di materiali autoctoni, che facciano la minor strada possibile per giungere in cantiere, di legno e materiali naturali nelle costruzione, riducendo il cemento armato al minimo indispensabile, di sistemi a basso consumo di energia, di sistemi per la riduzione dei campi magnetici nei nostri fabbricati.

Alla bioarchitettura si integra molto bene l’architettura bioclimatica.

In questo caso parliamo di una branca dell’architettura che cerca di organizzare gli organismi edilizi in modo da ottimizzarne il comportamento energetico sfruttando al meglio i principi naturali della fisica-tecnica.

Esempio tipico di questa impostazione è il corretto orientamento degli edifici per sfruttare al meglio gli apporti energetici esterni come sole, ombreggiamenti, vento e gli altri fenomeni naturali che ci circondano.

Sfruttando effetti naturali studiati ad arte è possibile gestire il clima dei nostri edifici in modo molto efficace anche con impianti elementari e consumi ridotti. Un esempio è lo sfruttamento dell’effetto camino per la ventilazione o

Lo studio delle ombre nelle diverse esposizioni alle diverse ore del giorno o, ancora, l’utilizzo di sistemi di accumulo passivi o l’utilizzo di sistemi per il controllo del soleggiamento o dell’effetto serra.

Io credo che questi principi siano fondamentali per il buon costruire, forse però potremmo chiamarli semplicemente architettura del buon senso, in quanto, per la maggior parte sono principi che l’uomo conosce da tempo e ha applicato per centinaia di anni prima di essere rimbambito dalla convinzione di essere più forte di Madre-natura.

Sono ecosostenibili tutti quei comportamenti tesi a ridurre la concentrazione di inquinanti sulla terra e in atmosfera, quindi: riduzione dei consumi in fase di costruzione, trasporto ed utilizzo di un prodotto; riuso di prodotti, materiali o edifici; utilizzo di fonti energetiche rinnovabili; miglior smaltimento o impiego di scarti e rifiuti; miglior impiego delle risorse umane.

Il comportamento più sensato sarebbe quello di combinare al meglio possibile tutte queste condizioni senza portarle a sofisticazioni eccessive, contrariamente a quanto pensano gli integralisti in ogni settore, nessuna esclude l’altra e nessuna, ancorché estremizzata, è sufficiente a cambiare la situazione di per se stessa.

Miglioramento del comportamento dell’involucro

Come ho detto in precedenza per migliorare il comportamento dell’organismo edilizio è necessario migliorare il comportamento delle sue parti.

L’involucro edilizio è costituito dal suo guscio esterno che è composto da elementi opachi: muri e copertura ed elementi trasparenti: porte e finestre.

E’ l’elemento del costruito che più influisce sul comportamento energetico, ed è quello che, quando è ben fatto, può garantire i risparmi più grandi.

Per migliorare il comportamento dell’involucro, della pelle, dobbiamo migliorare la sua capacità di conservare il calore durante i periodi freddi e la sua capacità di ritardare il surriscaldamento durante quelli caldi. I due effetti si ottengono, in linea di massima, con due comportamenti diversi.

Il miglioramento della capacità di mantenere il caldo si ottiene con l’impiego di materiali leggeri che, grazie a diversi comportamenti termici, riescono a impedire la propagazione del calore al loro interno (materiali con cattiva propagazione del calore, materiali con immagazzinamento di grandi quantità di aria ferma o materiali con effetto riflettente per le onde termiche).  

(Il parametro che descrive questo comportamento è la trasmittanza).

La creazione di queste barriere, che trattengono il calore verso l’interno del fabbricato, deve essere il più continuo possibile, nei punti di discontinuità c’è trasmigrazione di calore e spostamento di umidità (sempre presente nell’ambiente) che può portare alla formazione di umidità e muffe. Questo fenomeno si chiama “ponte termico” e deve essere evitato il più possibile. Uno dei casi più tipici di ponte termico è il punto in cui si inserisce la soletta del balcone nel fabbricato o il davanzale della finestra che passa sotto il serramento senza taglio.

Il modo più efficace di eliminare i ponti termici è di coibentare dall’esterno le strutture murarie, questa tecnica si chiama “cappotto” ed è la più efficace per gli edifici di abitazione.

A questo proposito è fondamentale capire quale è la destinazione d’uso del fabbricato per capire quale sia il miglior modo per coibentarlo. Se mi trovo in un fabbricato in cui ho necessità di avere temperatura costante per periodi di lunga durata dovrò sfruttare al meglio il principio dell’inerzia termica, ovvero la capacità dei corpi pesanti di accumulare calore e rilasciarlo lentamente. In questo caso il “cappotto” è certamente il sistema migliore. Se opero in un fabbricato con uso saltuario o non continuativo nella giornata, in cui è necessario poter riscaldare in tempi brevi parti dell’edificio, l’inerzia termica non mi aiuta, anzi è un problema, in quanto avrò assorbimento di energia che sarà rilasciata quando non sarà utile. In questo caso è preferibile che lo strato coibente si trovi nello spazio più interno possibile del fabbricato. Realizzerò allora delle contropareti coibentanti interne, magari con materiali riflettenti.

Non sempre è possibile impiegare la tecnica del cappotto anche su edifici residenziali, in quanto incide direttamente sull’aspetto esteriore degli edifici e richiede spessori consistenti da un minimo di 10 cm a diverse decine di centimetri a seconda del materiale che si intende impiegare e delle prestazioni che si vogliono ottenere.

E’ possibile realizzare cappotti efficaci sia impiegando materiali di sintesi come il polistirene, sia impiegando materiali naturali come il sughero nero, dipende dalla Vostra sensibilità. I materiali di sintesi sono più uniformi e prestazionali nel comportamento con pesi più ridotti, i materiali naturali necessitano di spessori superiori e maggior cura nella posa, ma garantiscono una importante riduzione degli inquinanti in tutta le fasi di vita del prodotto (bioarchitettura).

Quando non è possibile realizzare coibentazioni sul lato esterno di un edificio residenziale è necessario procedere sul lato interno con dei “contromuri isolanti”, in questo caso, oltre alla consistente perdita di spazio interno dovuta allo spessore delle coibentazioni, devo porre particolare attenzione ai ponti termici che avrò in ogni punto in cui i muri e le solette intersecano le strutture perimetrali. E’ possibile quasi sempre correggere questi ponti termici, ma sono necessari interventi specifici che devono essere progettati ed eseguiti con cura.

E’ molto importante anche intervenire sui serramenti. La tecnologia del vetro ci ha permesso di avere elementi con prestazioni energetiche ottime. Oggi il punto debole è diventato il serramento, in particolare la giunzione tra il serramento e l’involucro murario.

E’ un punto in cui facilmente si creano ponti termici e punti di discontinuità nella tenuta all’aria. Ancora una volta, dove passa aria fredda, passa umidità e c’è formazione di muffe.

La scelta dei serramenti è fondamentale quanto la loro corretta posa in opera. Se ci troviamo in un edificio super coibentato e i serramenti sono posati male in pochissimo tempo il sistema presenterà gravi problemi.

Come detto in precedenza, gli elementi che compongono l’organismo devono essere tra loro coerenti e devono essere progettate le loro interazioni. Ecco perché è necessario operare con il supporto di un tecnico esperto.

Per quanto riguarda la protezione dal surriscaldamento nei periodi caldi ci possono aiutare l’inerzia termica e l’interposizione di schermature.

L’inerzia termica permette di sfruttare il principio fisico dello sfasamento, ovvero il ritardo con cui viene restituito il calore da un elemento massivo precedentemente scaldato quando si interrompe la fornitura di calore. Per sfruttare questo principio è necessario utilizzare materiali coibenti che abbiamo una buona capacità di isolamento con un peso specifico abbastanza elevato, come le lane minerali o le fibre di legno. In una coibentazione con una stratigrafia composita lo strato “pesante” deve essere posto il più esternamente possibile, perché sarà il primo ad essere investito dall’onda di calore.

Il secondo sistema prevede la posa di elementi schermanti sulla faccia esterna dell’involucro separati dall’involucro stesso da uno strato di aria. Questi elementi si scalderanno senza propagare il calore agli strati più interni. Affinché il sistema sia efficace è necessario che ci sia una separazione tra gli strati in grado di fermare la propagazione del calore e di permettere la formazione di correnti d’aria. Gli elementi più tipici sono le facciate ventilate, gli elementi schermanti, le pergole solari, gli sporti ombreggianti.

La combinazione ottimale di tutti questi principi dovrebbe portare alla “casa passiva”, ovvero a quell’organismo edilizio in grado di vivere in simbiosi con i suoi ospiti senza bisogno di apporti energetici esterni. E’ questo un livello di sofisticazione, culturale ancor prima che tecnico, che richiede una grande intesa una forte sensibilità ed unicità di intenti tra committenti e progettisti. Credo che sia una ambizione cui dobbiamo puntare.

Correzione dei ponti termici

Dedico un paragrafo a questo tema in quanto è il più delicato e difficile da affrontare quando si parla di efficientamento dell’involucro edilizio.

Il “ponte termico” è quella zona locale limitata dell’involucro edilizio che rappresenta una densità di flusso termico maggiore rispetto agli elementi costruittivi adiacenti. Ovvero quei punti dell’involucro edilizio in cui c’è una maggiore dispersione.

Quei punti internamente saranno molto probabilmente le posizioni in cui si concetreranno i problemi legati all’umidità, con formazione di condense superficiali e insorgenze di muffe.

I punti che più tipicamente sono soggetti a questi fenomeni sono gli spigoli armati in cui c’è interruzione della coibentazione, gli innesti delle solette dei balconi nelle murature, i davanzali dei serramenti, gli innesti delle murature interne nelle murature di tamponamento, il punto di innesto degli sporti di copertura.

Per eseguire un corretto intervento di efficientamento energetico questi difetti devono essere corretti in modo sostanziale. La correzione deve avvenire ricostituendo la continuità delle coibentazioni.

Solo per fare qualche esempio è possibile girare intorno ai balconi con coibentazioni complete; interrompere gli innesti delle murature interne interponendo elementi di coibentazione quando non è possibile agire dall’esterno; coibentare le murature e porzioni di soletta internamente; inserire resistenze elettriche nei punti più critici.

La correzione dei ponti termici deve essere sempre accompagnata da uno studio attento del problema e degli effetti dei correttivi da applicare, ecco perché, ancora una volta, è necessaria la collaborazione di un tecnico competente.

Miglioramento degli impianti per la produzione di energia

Parallelamente al progresso nelle prestazioni dell’involucro hanno fatto un notevole passo avanti anche le tecnologie per la produzione dell’energia necessaria a farci stare bene in casa nostra.

Certamente questa evoluzione ha portato alla produzione di impianti estremamente complessi e sofisticati, ma è possibile avere ottimi risultati anche senza esagerare. E’ possibile e necessario tarare la complessità degli impianti alla nostra propensione a gestirli. E’ doveroso sapere che quanto più sono elevate le prestazioni dell’organismo edilizio, quanto più dobbiamo applicare comportamenti corretti. Mi spiego con un esempio: in una casa con qualche spiffero l’aria in parte si ricambia da sola, in una casa completamente sigillata devo gestire i ricambi d’aria. Ciò non significa che è meglio una casa con qualche spiffero perché questi spifferi sono banconote che vengono buttate dalla finestra, è bene sapere però che una casa sempre sigillata diventa un acquario.

Il miglioramento nel comportamento dell’involucro a portato alla riduzione della quantità di energia richiesta.

In questo caso ci riferiamo ad impianti che utilizzano materie prime tradizionalmente impiegate per produrre energia: gas, combustibili fossili, legna ed elettricità.

Il miglioramento degli impianti ha operato su tre strade:

– il miglioramento della resa per quantità di materia prime impiegata, -la riduzione di emissione di gas inquinanti

– la possibilità di integrazione tra diverse forme di produzione di energia.

Per quanto riguarda gli impianti a gas l’evoluzione più significativa è la diffusione dei sistemi cosiddetti a “condensazione”. Una caldaia a condensazione permette un rendimento sino al 90% superiore rispetto a quello di una caldaia tradizionale e di circa il 60% in più rispetto ad una ad alto rendimento. Per spiegare senza scendere troppo in dettagli tecnici, sfrutta il recupero del cosiddetto “calore latente” per ridurre lo spreco di energia che con una caldaia tradizionale viene emesso in atmosfera attraverso lo scarico dei fumi di combustione. Nelle caldaie a condensazione i fumi prodotti con la combustione vengono raffreddati sino a circa 40° passando attraverso uno scambiatore fino a portarli ad una temperatura più bassa del punto di rugiada. A questa temperatura il vapore generato dalla combustione condensa. Il calore recuperato in questo modo viene utilizzato per preriscaldare l’acqua di ritorno riducendo enormemente lo spreco di energia. I fumi emessi da una caldaia a condensazione sono a bassa temperatura (circa 40°) a differenza di quelli emessi dalle caldaie tradizionali che possono andare da 150° a 250°, è evidente il risparmio.

La caratteristica più importante per il corretto funzionamento di questa tipologia di generatore è la gestione della temperatura in mandata. Infatti con questo sistema il regime di funzionamento ottimale si ha con temperature di mandata prossime ai 40°, al massimo 50°, questa caratteristica richiede impianti in grado di scaldare adeguatamente con acqua a bassa o media temperatura.

Il sistema più indicato è certamente un impianto radiante, ovvero con una rete di tubature a bassa temperatura che scaldano diffusamente ampie superfici che a loro volta scaldano i corpi interni grazie all’effetto radiante. Le superfici possono essere a pavimento, a parete o anche a soffitto.

Possono essere impiegati anche radiatori tradizionali a media temperatura, in questo caso è necessario spingere la temperatura di mandata al massimo possibile per garantire i fenomeni di condensazione ed aumentare la dimensione dei corpi radianti.

La sostituzione di una vecchia caldaia tradizionale con una nuova a condensazione gode degli incentivi per il risparmio energetico al 65%. In caso di nuovo progetto, quanto meno in Lombardia ed in altre regioni con normative simili, non è più possibile progettare un nuovo impianto basato principalmente su una caldaia a gas come fonte primaria di produzione di calore.

Tralasciamo gli impianti a combustibili fossili, che hanno pochissima applicazione in ambito residenziale, ed occupiamoci brevemente di quelli a legna, che possono essere alimentati da legna naturale o da pellet (che sono piccoli aggregati di fibra di legno ottenuti dallo sminuzzamento e compattazione degli scarti della lavorazione del legno).

Questo tipo di generatori utilizza una diversa fonte di energia, il legno in diversa forma, per produrre acqua calda (sanitaria e per gli impianti) e per scaldare direttamente l’ambiente in cui sono collocati grazie agli effetti combinati di convezione ed irraggiamento.

La parte di combustione è integrata con una parte elettronica per la gestione e l’eventuale integrazione con altri sistemi.

Questi impianti hanno il pregio di utilizzare un combustibile diffuso ed economico, hanno un elevato rendimento e potere calorico e sono abbastanza semplici da utilizzare. Ci sono però alcuni difetti nell’impiego, in particolare la necessità di essere caricate con una periodicità piuttosto breve, la necessità di avere uno spazio per l’immagazzinamento delle materie prime, richiedono inoltre una costante manutenzione, in particolare per la pulizia delle canne fumarie.

Questo tipo di generatori possono essere impiegati con restrizioni locali in funzione della produzione ed immissione in atmosfera di particolato e polveri sottili come scarti di combustione. Per questo motivo è necessario utilizzare impianti che abbiano una classe di inquinamento (prestazione emissiva) adeguata che si misura in stelle (da 1 a 5, con 1 per la categoria peggiore e 5 per la categoria migliore, per pellet DGR 25 sett. 2017, n. 1412).

Chiudiamo con i generatori alimentati da energia elettrica perché sono quelli che in futuro saranno i più diffusi, sopratutto nelle regioni che prevedono l’obbligo di utilizzo di fonti rinnovabili.

In particolare mi concentro sugli impianti di produzione di calore o freddo che impiegano la corrente elettrica come fonte primaria, gli impianti che utilizzano come fonte primaria altre fonti saranno trattate in seguito.

In questo caso ci occupiamo anche di “macchine per il freddo” o condizionatori, in quanto la corrente elettrica è la principale energia per alimentarli sin dalla loro comparsa agli inizi del ‘900.

La corrente elettrica può essere impiegata in modo diretto, attraverso l’uso di resistenze. E’ questo un modo molto dispendioso, poco efficiente e pericoloso, quindi sempre meno impiegato, almeno in Italia, dove il costo della corrente elettrica è molto alto. Le resistenze possono essere impiegate utilmente nella soluzione di problemi puntuali di “ponti termici”.

Un altro sistema di produzione di calore con la corrente elettrica è quello ad infrarossi. Sfrutta il principio della diffusione di calore per irraggiamento che viene trasferito dalle onde elettromagnetiche. Si basa sull’installazione di lampade o pannelli radianti ad infrarossi.

E’ interessante in quanto è un modo molto economico di scaldare con l’impiego di corrente elettrica, è di facilissima installazione e manutenzione. Il limite più grosso di questo sistema è che scalda solo i corpi direttamente irradiati e disperde molto calore verso l’alto. Per questo motivo il suo utilizzo è concentrato principalmente negli impieghi in cui sono previste postazioni statiche e di dimensioni contenute. Un esempio può essere nei servizi igienici quando serve calore concentrato.

I sistemi certamente più diffusi per produrre caldo, o anche freddo, con l’utilizzo di corrente elettrica sono condizionatori e pompe di calore.

In estrema sintesi pompe di calore e condizionatori sono macchine termiche che funzionano creando una differenza di pressione in un certo fluido sfruttando la differenza di temperatura che si genera da questa variazione di pressione per avere freddo o caldo. Facendo passare aria, acqua o gas attraverso il fluido (con un sistema di scambio) che cede o assorbe calore è possibile riscaldare o raffrescare gli ambienti, deumidificare e riscaldare/raffreddare liquidi da mandare in circolo in altri impianti.

Sono nati prima di tutto per raffrescare, con il tempo ci si è resi conto che invertendo il funzionamento poteva essere un valido sistema anche per scaldare.

Gli impianti di questo tipo hanno una ottima resa in quanto permettono di fornire da 2 e 3 kWh di calore per ogni kWh di energia assorbito, ciò li rende particolarmente interessanti dal punto di vista economico, inoltre, non impiegando combustibili fossili in modo diretto, sono anche considerati ecologicamente sostenibili.

Per il corretto funzionamento di questi impianti è necessario che ci siano le condizioni ambientali idonee, particolarmente in condizioni climatiche estreme (in particolar modo freddo) il rendimento si riduce sensibilmente, devono quindi essere progettati con estrema cura da professionisti competenti.

Il funzionamento dei sistemi base può essere ulteriormente implementata con l’applicazione della tecnologia inverter. Questa tecnologia si basa su un dispositivo elettronico che consente di variare la frequenza di alimentazione e di modulare la potenza erogata regolando liberamente la velocità di rotazione del compressore. Questo permette di eliminare la sequenza di accensioni/arresti necessaria ai climatizzatori tradizionali per mantenere i parametri impostati. Gli effetti positivi sono: maggiore rapidità nel raggiungimento del valore impostato, miglior comfort ambientale, ma soprattutto minori consumi.

Gli impianti in pompa di calore hanno le migliori prestazioni quando è richiesto un apporto calorico medio-basso, si integrano quindi in modo ottimale in edifici ottimamente coibentati.

La realizzazione di involucri edilizi molto impermeabili all’aria ha portato allo sviluppo dei sistemi di ventilazione meccanica controllata (comunemente dette V.M.C.) nelle nostre case.

Questi impianti favoriscono e controllano i ricambi d’aria estraendo aria viziata interna ed immettendo aria pulita esterna.

L’aria, all’interno delle nostre case, si contamina ed arricchisce di umidità per effetto della nostra presenza, per effetto del lavarsi e del cucinare. Se l’involucro è impermeabile questa aria inquinata non può più uscire peggiorando la qualità dell’aria interna ed aumentando la concentrazione di umidità, cosa che porta come conseguenza una maggior probabilità di formazione di muffe. Se non posso aprire e chiudere le finestre in modo ottimale questo tipo di macchinari può assolvere in modo ottimale a questa funzione.

Questi impianti possono avere la sola funzione elementare di estrazione d’aria, ma possono essere integrati con funzioni di scambio/recupero di calore, filtraggio degli inquinanti, deumidificazione, permettendo un funzionamento ottimale anche nelle stagioni fredde o quando le condizioni climatiche non permettono l’apertura delle finestre. Questi sistemi evoluti possono aiutare a ridurre i consumi.

Sistemi in pompa di calore e V.M.C. lavorano tra loro in modo complementare e sono perfettamente integrabili con impianti basati sull’impiego di fonti di energia rinnovabili, sono quindi il futuro per quanto riguarda contenimento dei consumi, riduzione dei costi di gestione degli impianti e riduzione degli inquinanti.

Ridurre il fabbisogno energetico ed ottimizzare il funzionamento degli impianti sono passi assolutamente necessari per la sostenibilità delle nostre case. Il meglio si ottiene combinando bassi consumi e impianti economici.

Utilizzo di fonti alternative rinnovabili

Strettamente connesso al tema del miglioramento degli impianti tecnologici c’è quello dell’impiego di fonti alternative rinnovabili per la produzione di energia.

E’ necessario premettere che in molte zone d’Italia non è più possibile prescindere dall’impiego di fonti rinnovabili per effetto delle normative entrate in vigore negli ultimi anni.

L’utilità della trasformazione verso l’impiego di fonti energetiche rinnovabili è economica per il singolo e la comunità ed ambientale per la riduzione degli inquinanti.

L’utilità economica deriva dalla possibilità di avere energia a costo zero o quasi. Grazie a questo, in tempi brevi o medi, sarà possibile assorbire i maggiori costi dovuti alla realizzazione o modifica degli impianti che oggettivamente, quanto più sono complessi, tanto più sono costosi.

Le principali fonti energetiche sono: sole, vento, acqua e sottosuolo.

Ognuna di queste fonti offre delle opportunità e presenta dei limiti, il miglior risultato si otterrà implementandoli in modo sinergico.

Grazie all’energia solare c’è la possibilità di produrre acqua calda attraverso i pannelli solari ed energia elettrica attraverso pannelli fotovoltaici. Acqua calda ed energia elettrica che possono essere integrate in impianti in pompa di calore e V.M.C. per alimentare in modo completamente autonomo tutte le funzioni di un edifico che sia costruito secondo parametri di contenimento dei consumi efficienti.

Altra importantissima sorgente per la produzione di energia elettrica è l’energia eolica. Per il singolo non è possibile pensare a grosse produzioni, in molte condizioni, però, è possibile avere una produzione in piccola scala grazie all’impiego di microgeneratori e all’adozione di principi progettuali specifici.

L’energia eolica offre, rispetto a quella solare, il vantaggio di essere più costante nel tempo, se i generatori sono posizionati in luoghi idonei.

Il limite più grosso dell’energia elettrica solare è che per metà della giornata la produzione si ferma e conservare l’energia elettrica è ancora abbastanza costo e richiede spazio per le batterie.

Grazie alla recente evoluzione normativa è ora possibile integrare lo scambio in rete con l’accumulo sul posto e si stanno sviluppando dei sistemi di gestione ed accumulo di energia che permettono di ridurre il prelievo dalla rete quasi a zero.

Azzerare il costo di acquisto dell’energia elettrica ed aumentarne la produzione è il modo di rendere possibile l’impiego diffuso di questa fonte energetica, che in Italia ha un costo di acquisto molto alto.

La produzione di energia idroelettrica, benché sia una fonte rinnovabile, è principalmente prodotta su grande scala, non mi soffermerò quindi su questa fonte. Esistono però microgeneratori che possono essere impiegati anche per produzioni domestiche, ma si tratta di una casistica molto rara.

La geotermia si basa sul calore che è stabilmente presente nel sottosuolo. Grazie a questo calore, con l’impiego di sonde scavate in profondità, è possibile generare sia calore sia energia elettrica.

L’utilizzo della geotermia può essere un sistema molto valido quando le condizioni del sottosuolo sono ottimali in quanto è costante durante tutto l’anno e tutte le ore del giorno. Quando le condizioni del sottosuolo non sono idonee può diventare estremamente costoso.

Il liquido pompato in profondità attraverso un sistema di condutture che attraversano uno strato a temperatura costante può generare una fonte di calore che, con l’impiego di sistemi in pompa di calore, può essere utilizzata in modo diretto per riscaldare/raffrescare o per alimentare altri impianti.

L’energia idroelettrica è principalmente prodotta in grande scala, esistono dei sistemi di microgenerazione che possono essere installati in piccoli corso d’acqua, ma è una casistica così specifica che non può essere trattata in modo generalizzato.

Oltre alle energie rinnovabili propriamente dette meritano un cenno anche quelle derivante da sistemi a biomassa ed impianti di cogenerazione.

Questi impianti producono principalmente acqua calda che può essere impiegata per tutti gli usi domestici.

E’ evidente il vantaggio ambientale che si ha quando si riesce ad utilizzare proficuamente energia derivante dai prodotti di scarto o da fasi di altri cicli produttivi.

La tecnologia attuale ci permette di progettare con una certa facilità edifici in grado di produrre tutta l’energia di cui hanno bisogno senza apporti esterni, edifici a consumo zero, il prossimo passo è rendere questa tecnologia più democratica ed accessibile.

Centrali energetiche in comune più efficienti di quelle singole

C’è un motivo per cui nei condomini vengono preferiti (e sono obbligatori per legge) gli impianti centralizzati rispetto a quelli autonomi: un impianto più grande che serve più utenze permette di fare economie di scala e ottimizzazioni.

Siamo abituati a pensare che un impianto autonomo ci permette un maggior risparmio: è una convinzione errata dal punto di vista tecnico. E’ vero che quando ho un impianto autonomo lo posso gestire come più mi piace, ma, dal punto di vista energetico, è uno spreco.

Gli impianti centralizzati hanno ormai raggiunto una efficienza ed una sofisticazione che permettono una gestione separata delle utenze, nel contempo permettono di ottimizzare i tempi morti, i momenti di sottoutilizzo, i sovradimensionamenti tipici degli impianti di piccole dimensioni. Hanno consumi minori di materia prima perché ci sono meno sprechi di energia, ed eccoci al punto iniziale, meno sprechi, meno costi.

Sono più convenienti anche dal punto di vista delle manutenzioni, la riparazione di una centrale termica complessa costa probabilmente più di quella di una semplice, ma certamente meno di 6, 8 o 10 piccole centrali (caldaie) distribuite nello stesso stabile.

Le principali unità di misura della fisica-tecnica e qualche numero per capire l’ordine di grandezza

Per capire argomentazioni un po’ più approfondite dal punto di vista tecnico è necessario avere anche una qualche nozione sui principi e sulle grandezze della fisica tecnica, per questo motivo di seguito riporto una tabella con le principali grandezze impiegate e il loro significato. Anche in questo caso, quanto segue è una semplificazione.

Prima di tutto voglio ricordare il principio base della termodinamica per cui il calore si propaga da un corpo più caldo ad uno più freddo, mai all’inverso. E’ un fenomeno che avviene sempre quando ci sono corpi a differenti temperature.

La trasmissione del calore avviene attraverso tre modalità:

  • conduzione: avviene quando la trasmissione agisce per contatto diretto tra solidi o fluidi;
  • convezione: quando la trasmissione di calore si ha tra una superficie solida a un fluido in movimento (acqua o aria);
  • irraggiamento: tramite emissione di energia sotto forma di onde elettromagnetiche.

Comprendere questi principi è necessario per capire il funzionamento elementare dei principali sistemi di riscaldamento/raffrescamento.

Ci sono altri due fenomeni che è necessario spiegare, almeno a livello elementare:

  • condensa: trasformazione di acqua allo stato gassoso in acqua allo stato liquido quando la stessa viene a contatto con un corpo freddo in condizioni di umidità relativa elevata e temperatura superiore a 0°;
  • sfasamento: è l’intervallo di tempo che trascorre tra la variazione di temperatura e il raggiungimento di una risposta equivalente al valore finale rilevato.

Di seguito le principali grandezze della termotecnica.

GrandezzaUnitàDefinizioneSimbolo
Temperatura:   
 Gradi Celsius o centigradi 
 Gradi Kelvin 
 equivalenza:C° = K° -273,15   
Lavoro:   
 JouleForza x spostamento (N x m)J 1J = lavoro compiuto dalla forza di 1 N x uno spostamento di 1m
Energia:   
 ChilowattoraCapacità di compiere lavoroKwh              
Potenza:   
 wattEnergia trasferita nell’unità di tempoW potenza di un sistema che produce il lavoro di 1J in un secondo 1W=1J/s    
Intensità di corrente:   
 AmpereGrandezza fisica scalare che misura la quantità di carica elettrica che attraversa la sezione di un conduttore in una unità di tempoA Quantità di corrente che, percorrendo un conduttore filiforme rettilineo di sezione circolare ritornando per un secondo conduttore genera una forza tra i due conduttori una forza stabilita per ogni metro di lunghezza.
Flusso termico:   
  Quantità di calore che si propaga nell’unità di tempoQ Quantità/unità di tempo q/t dove q = U x DT q = flusso di calore Q = W
Conducibilità termica:   
 LambdaCapacità di propagare il calore x unità di superficie (o volume) Più è alta più si trasmette calorel =W/mK Si riferisce alla trasmissione di calore per conduzione
Emissività:   
  Frazione di energia emessa per irraggiamento da una unità di superficiee Per un corpo nero (teorico) e = 1 per gli oggetti reali 0 < e < 1
Trasmittanza:   
  Coefficiente di scambio termico, ovvero flusso termico per unità di superficieU oppure K = W/mq K  
 Nota:Il rapporto tra trasmittanza e conducibilità è direttamente proporzionale. Semplificando possiamo dire che la trasmittanza si riferisce maggiormente ad unità di superficie mentre la conducibilità ad unità di volume
Capacità termica:   
  Capacità di immagazzinare energiaC = m x c x p
Resistenza termica:   
  Resistenza alla propagazione di calore per unità di superficie, ovvero l’inverso della trasmittanzaR = 1/U

Classificazione energetica degli edifici

E’ un modo sintetico per descrivere le migliori o peggiori qualità di un edificio dal punto di vista del fabbisogno energetico. Più è basso il valore migliore è la qualità dell’edificio, minori saranno i consumi.

La classificazione avviene attraverso l’individuazione di classi energetiche che indicano delle soglie di consumo in base a quella che è definita ENERGIA PRIMARIA occorrente per riscaldare ogni mq di superficie del fabbricato.

Il sistema in vigore in Italia è semplificato rispetto ad altri in Europa e negli USA perché prende in considerazione solo i consumi invernali. In effetti i consumi estivi possono essere anche più gravosi, ma sono molto più complessi e soggettivi da analizzare.

Per Energia Primaria si intende quella impiegata per unità di superficie o di volume:

Energia Primaria = energia/mq oppure energia/mc dove l’energia si misura in kWh

quindi Energia Primaria = kWh/mq oppure kWh/mc

Di seguito riporto una tabella di confronto che individua le classi energetiche.

Classe energeticaE.P./superficieE.P./volume
   A+< 14 kWh/mq< 3 kWh/mc
A14 < kWh/mq < 293 < kWh/mc < 6
B29 < kWh/mq < 586 < kWh/mc < 11
C58 < kWh/mq < 8711 < kWh/mc < 27
D87 < kWh/mq < 11627 < kWh/mc < 43
E116 < kWh/mq < 14543 < kWh/mc < 54
F145 < kWh/mq < 17554 < kWh/mc < 65
G> 175 kWh/mq> 65 kWh/mc

Esistono altri indici sintetici più sofisticati, ma richiedono competenze molto specifiche per la comprensione.

Tra questi quello più utilizzato è:

EPgl, nren : è un indice di prestazione energetica globale non rinnovabile.

E’ la combinazione di diversi fattori invernali, estivi e di altri fattori principalmente basati sull’energia primaria.

1,087 thoughts on “Come guadagnare (o almeno risparmiare) soldi migliorando il comportamento energetico dei fabbricati passo passo.

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  18. tamichar says:

    What We Like: Simple and effective interface; Needs absolutely no knowledge of HTML; Fast response time; Good responsive behavior; No resource-intensive operation;
    What We Do Not Like: No help file; No command line options; No manuals; No Quick Start option; No saved settings.

    Sublime Text is a professional-quality source code editor that provides advanced features for those who want only the best and latest in text editing. It has an intuitive user interface with a control bar, https://www.realteqs.com/teqsplus/upload/files/2022/05/5Wq8ZhLwk6m7dbtbVpim_19_5550e9f621a1cc16dd86c3b7084d0177_file.pdf 05e1106874 tamichar

  19. bavanenn says:

    Furthermore, you will be backed up to some of the world’s best cloud storage solutions. Despite the array of options, BlobBackup remains compatible with all devices, file, and folder browsers.
    Download BlobBackup and start backing up in style!
    Don’t forget to Like us on Facebook and Follow us on Twitter.
    If you want to visit our website, click here.
    Written by: Luca Hold
    Date published: 2019-09-22
    Rating: https://www.google.com.ng/url?q=https://wakelet.com/wake/CxxGWOkTZqeNzJjQEZRI_ 8cee70152a bavanenn

  20. nanyor says:

    InventoryMan Pro for school is different from InventoryMan for individual students as it supports all children in different grades. In order to manage which students have which item, InventoryMan Pro for school uses ChildList.csv or EntryList.csv (see documentation link below for details).

    WordPress Import for InventoryMan Pro for school

    InventoryMan is a plugin for WordPress. Only minor tasks need to be adjusted for WordPress, like changing the extensions of files to.csv. https://visitingmontgomery.com/?URL=https://wakelet.com/wake/tGLFum6BcKLYEi6QooC-K 8cee70152a nanyor

  21. nathfen says:

    CBU is able to analyze all types of hydrogen bonds, bond distance calculation, prediction of disorder of atoms, aberration of angles and rotational conformation. The tool works with the following formats:

    • PDB file format (3D file)

    • Biopolymer 3D format (SAV file)

    In particular, the main use of the tool is its application on molecular dynamics structures which are sampled at simulation time.

    Protein & single strand nucleic https://www.denisonisd.net/profile/AutoCAD-PCWindows-Latest/profile
    99d5d0dfd0 nathfen

  22. chevjon says:

    The software is free to use, and works with all songs in your iTunes library as long as you don’t process the audio (turn it into notes) or use real-time spectrum analysis.
    You can get all the details on the Wiki.
    Here is the original FAQ from Tuner’s Wiki.

    How does this software work?

    The Tuner software takes advantage of the fact that many instruments produce a characteristic sound (like piano, organ, guitar etc.)
    The https://vpereslavle.ru/bitrix/redirect.php?goto=https://www.tavernanovo.com/profile/jahrdownnanutciter/profile
    66cf4387b8 chevjon

  23. heyfaun says:

    Taschen Taschen Digitale Bibliothek

    With 19,000 new book specimens in the past three years, the new collection of Taschen Digitale Bibliothek offers stunning scholarship and stunning look at the printed material world in the past fifty years. A new blog is being created about the book and we will share new posts here.

    Dobson Art Gallery

    We are dedicating a space at the Dobson Art Gallery in Newcastle http://toolbarqueries.google.com.om/url?sa=t&url=https://www.bonobos.org/profile/Mutants-Genetic-Gladiators-Hack/profile
    66cf4387b8 heyfaun

  24. coipie says:

    If you’d like to do more than just put out a few images, you’ll have to go for a different application.

    Kersoex PhotoEditor EX

    This environment can be effectively used not only for photo editing and enhancing, but for graphic design as well, including vector editing. You can easily view and modify imported graphics, saving the work as an embedded image or as a bitmap/vector image.

    View your imported image

    Adjust individual https://www.lindavater.com/profile/trowerizenacen/profile
    66cf4387b8 coipie

  25. neanjakq says:

    Similar News:

    Advanced Network IP Ping Widget
    An enhanced version of the standard Windows ping utility, Advanced Network IP Ping Widget is a handy tool that can help you to perform pinging tasks easily. Its interface is fairly simple, so you don’t need to be a network expert to use the app. Advanced Network IP Ping Widget is intended for beginners and advanced users alike. You can use it to perform different ping tasks like check if a remote computer (system or server https://www.mayhew.org/profile/centsighnessyninor/profile
    66cf4387b8 neanjakq

  26. provnec says:

    Magic Registry Free is a free registry utility for improving the performance of Windows PC. It makes it possible to delete data under the registry entries you don’t need. The free version is quite functional and can handle up to 200 entries.

    Elementary school math competencies are rapidly changing in South Korea. The government initiated the education program known as the Math 18 standardization system in 2013. The intention of the policy was to promote the teaching of mathematics throughout the elementary school curriculum by making math https://www.joshuaschool.org/profile/tmorogosinincar/profile
    66cf4387b8 provnec

  27. kenell says:

    Clinicopathological characteristics of patients with dual-phase pancytopenia who responded to autologous stem cell transplantation.
    This study was aimed at evaluating the efficacy of autologous stem cell transplantation (auto-SCT) in patients with dual-phase pancytopenia. The patient database at the Institute of Hematology, Chinese Academy of Medical Sciences, a model center for the treatment of hematologic malignancies, was retrospectively analyzed. Patients https://www.thenatphil.com/profile/ansteenotexulid/profile
    66cf4387b8 kenell

  28. ilesad says:

    Significantly, the software platform provides you with a centralized interface to control every available process on the target computer, which is very convenient if you happen to use the software on several machines. In order to take full advantage of its capabilities, it also comes with a scheduler, which is a set of tools, which allows you to run applications, scripts, batch files, registry applications, serial port applications, printer drivers and other tasks, all set in advance, and with a defined delay. https://www.spselca.net/profile/Costat-64-REPACK-Keygen/profile
    66cf4387b8 ilesad

  29. enerfray says:

    Slide the slider to change the length of the rainbow and the colors emitted from the glass will follow. The distribution is calculated based on the volume of the emitted light. The formula uses the Beer Lambert law which is used to calculate wavelengths of light.

    The stock Android keyboard is getting a cute update, and here’s a video tour of what you can expect to find.
    There are four new icons on the left. The first is the preset keyboard, which allows you to set https://aghadeergroup.com/wp-content/uploads/2022/06/gianyan.pdf
    ec5d62056f enerfray

  30. benwhy says:

    You can read the documentation and peruse the source code for more information about how this program works.
    Let me know how it works out for you!
    Enjoy.

    P4 Changelist Grabber provides a quick, easy way to pull one or more changelists from your Perforce source control server to a local folder of your choice, pulling the revisions of the files in those changelists (and *only* those files / revisions), all the while maintaining the correct http://www.bondbits.com/hd-online-player-focus-3-full-movie-tamil-dubbed-in-h/
    ec5d62056f benwhy

  31. quynluis says:

    The service also enables you to share files with your friends or co-workers, giving you complete control of the access you give them.

    PC News

    Join the cutting edge of technological innovation, as well as the activities of the global online casino players from all over the world.

    In oder to give you a comfortable gambling experience when using our website, we are using different techniques that are aimed to ensure we are providing you with the very best and securest online gambling experience in https://kireeste.com/wp-content/uploads/2022/06/aische.pdf
    ec5d62056f quynluis

  32. tomawal says:

    The utility sets up very quickly and you’ll not have any trouble adjusting to it. However, you should consult the documentation if you want to learn more on how to activate the Caps Lock Indicator manually.
    If you have problems with your Caps Lock key, this software will be particularly helpful to you.

    Caps Lock Indicator trial version will tell you that you are the currently user of Windows.

    You should find the hidden software in the location specified in your Windows https://cch2.org/portal/checklists/checklist.php?clid=5362
    ec5d62056f tomawal

  33. alodvan says:

    It comes with a built-in media player. The first thing that you need to do after launching the application is to pick one of the available database templates. It lets you create various categories for your questions and even type in keywords so you can find entries faster. You can add a description and notes if you want, it lets you provide the answer to your question as well. It has a complex search bar that lets you easily find records inside the database. You can also change the view type and http://cse.google.com.eg/url?sa=t&url=https://aacitta.com/wp-content/uploads/2022/06/terrperr.pdf
    ec5d62056f alodvan

  34. discjaq says:

    Moof support is limited in the following ways:
    The Moof atom present at the beginning of a file is ignored.
    The Moof atom at the beginning of a file is not required. To play a Moof atom
    aggregated file, install Adobe Media Server on a computer running Windows XP
    or Windows 2003 Server.
    Moof is not supported by some file formats. They include Windows Media
    Video (*wmv), Matroska (.mkv), MP3, http://pzmk59.ru/bitrix/rk.php?goto=https://mitrasetu1.s3.amazonaws.com/upload/files/2022/06/SNevEqpd6hD1r8JdwjK6_04_83c56f9f9272c0da3425c3528b624293_file.pdf
    ec5d62056f discjaq

  35. readarv says:

    Library card catalog apps are easy to use, but they are also non-trivial. This tutorial will show you the basic steps and will guide you through the process of setting up a library card catalog for your local library.

    I work on refurbishing laptops and tablets to sell on eBay. I have seen in in the wild for a while, but I have not managed to identify it.
    The smartphone clip-on case that I have attached to the video will assist me https://thebestwebdirectory.com/pcsx2-config-saver-by-lunatic-shade-iso-hot/
    ec5d62056f readarv

  36. takeleti says:

    2.0 (Requires.NET framework 2.0)
    ■ Windows XP
    ■ Microsoft Visual Studio 2005 (.NET Framework 2.0)
    ■ Windows 2000 is not supported
    Known Issues:
    ■ Row editing may be slightly slower than in previous versions
    ■ Row height adjusts poorly when Auto Sizing is enabled (Windows XP)
    ■ Flexible column Sorting can stutter if grid is too big for available RAM
    https://www.informiran.si/info.aspx?code=1100&codeType=0&nextUrl=https://treeclimbing.hk/wp-content/uploads/2022/06/chalbene.pdf
    ec5d62056f takeleti

  37. thinema says:

    4.

    Listofmac –
    Utilities/Mac Utilities… The use of PDF Spine comes with Adobe for OS X, current version is 6.0 (the most recent). PDF Spine lets you export something similar to HTML tables into PDF files. It allows you to export text-only documents, formatted documents (like MS-Word), tables, images, formulas, graphs, etc…PDF Spine also let you set a special settings for creating multiple pages https://www.cch2.org/portal/checklists/checklist.php?clid=5125
    ec5d62056f thinema

  38. englmar says:

    Pros
    It lets you have a large number of note items in several note categories
    It has an intuitive interface with customizable text formatting
    It has practical customization options
    It can run on Windows, Linux, and Mac OS platforms
    It comes with a portable version of the application
    Cons
    It can be slow at times
    Its homepage action could trigger a browser bug
    It could require a relatively recent OS and Python version

    Notesbrowser with XP theme was created and fully supports Metro interface. https://molzhaninovskiy.mos.ru/bitrix/rk.php?id=13341&goto=https://babussalam.id/wp-content/uploads/2022/06/betshai.pdf
    ec5d62056f englmar

  39. bendcha says:

    Below you can read a short tutorial of how to use and interact with Email Validator. Alternatively, you can view and download it in.

    A certificate is basically a public key and a data about this key. It is signed by a Certification Authority (CA). This is why a webserver gets the SSL certificate signed by the Certification Authority (CA). This kind of structure is called Public and Private Key Infrastructure (PKI) [1].
    The certificate that the webserver sends back https://pure-brushlands-45546.herokuapp.com/Free_Download_Film_Ksatria_Baja_Hitam_Rx_Versi_Indonesia.pdf
    ec5d62056f bendcha

  40. ellken says:

    MS Project Print Multiple Files Software file size is mainly 3.67 Mb and its development system requirement is Microsoft Windows XP, Windows Vista and Window 7 (32-bit and 64-bit).

    Views

    Personal tools

    MS Project Print Multiple Files Software is a reliable program that allows you to quickly print several Microsoft Project files, without opening them.
    The application is designed to save you time, by allowing you to load all the files into a single dashboard and tasking https://rosatom-asia.com/bitrix/redirect.php?goto=https://smrsavitilako.com/wp-content/uploads/2022/06/marmae.pdf
    ec5d62056f ellken

  41. haddani says:

    ■ If Dialogic card is used, 1) only 32 people can be stored on the Dialogic card 2) maximum of 10 Telephones per card.
    ■ Can not connect to outside lines with Dialogic card.

    (eventNotification.cab) allows controls to be toggled using a script to control the event at the time of the event using the events module. For example if a script says:
    If an event fires, https://clients1.google.com.bo/url?q=https://72bid.com?password-protected=login
    ec5d62056f haddani

  42. mayrodd says:

    An in-depth look at the Photo Finish Pilot InkJet printer from Sharp Corporation exposes us with all of the extensive details.
    This device was developed as a standalone printing device, which has the aptitude to provide printing services on its own. In doing so, the Pilot InkJet printer offers both online and offline printing features, as well as various interactive and interaction elements which feature Internet functions. The Photo Finish Pilot InkJet printer houses up to 8,000 ink cartridges, up to 20, https://bosak.blog.idnes.cz/redir.aspx?url=https://oldeberkoop.com/e-n-v-o-y-filme-dubladol/
    ec5d62056f mayrodd

  43. lauarch says:

    You can set default settings to make it easier to save Flash objects, for instance, it you highlight the last used Flash movie to be set as the default and Flash movie is regularly used on a Web page.
    EZ Save Flash is a useful add-on to IE. It was developed by Geir Frænder (see About) for himself, but he decided to share it with other people.
    EZ Save Flash is used by the people at Scriptr.net, who in https://jagair.net/laawaris-full-movie-download-in-hd-720p/
    ec5d62056f lauarch

  44. eujaavr says:

    Hyper-Threading from a Marketing POV

    Hyper-Threading Technology (HT) brings more cores to the table, so you can have more concurrent tasks executing at once. Simultaneous execution of tasks is a good place to start, as two independent instructions in one core can concurrently begin execution; but the technology is more than that.

    Intel explains that although HT is often known in marketing material as being multiple execution units that are able to execute simultaneously, the truth is a https://alternantreprise.com/non-classifiee/iw3sp-exe-call-of-duty-4-crack/
    ec5d62056f eujaavr

  45. harrsedu says:

    One of the best-known enemy of the Apple iOS and the Google Android operating system is the spyware called Keylogger. Through its installation, the malware programs in the computer to steal all the personal and the valuable information. More over, the spyware receives the information of the victim without notifying. But now, It is not possible to remove their presence from the device without doing with the professional assistance.
    So if you want to protect your device completely, you can always check http://tlcme.org/wp-content/uploads/2022/06/chambem.pdf
    ec5d62056f harrsedu